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Biografia

Da piccolo Giacomo costruiva con il Lego. Ingegnosi fondali e variopinti personaggi erano i protagonisti del suo teatro in cui rappresentava e filmava opere liriche, coniugando così alcune delle sue molteplici passioni. Si può dire che sia passato dal filmare al fotografare seguendo le orme del padre, che lo trascinava faticosamente in gita, assieme ad una macchina fotografica. Poi è arrivata la camera oscura, in cui trascorrevano le serate.

Il primo impegno con la fotografia è iniziato con la digitalizzazione e il restauro di vecchie fotografie per il museo della Grande Guerra di Cortina d’Ampezzo – luogo dove è nato nel febbraio del 1985.

Espone per la prima volta a Treviso con una mostra fotografica dal titolo “Sasso di Stria, restauro della Prima Guerra Mondiale, Estate 2006”. Nello stesso anno si vede impegnato in un’altra mostra a Calalzo di Cadore.

Molto importante per la sua formazione è stato l’incontro con Stefano Zardini dal quale continua ad imparare. Nel luglio 2007 è stato con lui a Calcutta e Delhi per tre reportage fotografici: il primo dedicato alla fatica dei lavori che l’uomo è ancora chiamato a sopportare nei paesi in via di sviluppo; il secondo, più in particolare, sui tiratori di risciò; il terzo sulle prostitute di un bordello a Calcutta. Per quest’ultimo lavoro ha curato anche i testi per la mostra, come pure per l’esibizione CCCP, The Lost Empire, un viaggio per rileggere oggi la Russia del comunismo. Molti i progetti assieme per il futuro.

Da qualche tempo collabora con lo studio di comunicazione Omnia Relations e con la redazione di Bologna Trendy, mensile del Resto del Carlino.
Ha partecipato inoltre a:

Toscana Photographic Workshop con Claudio Amadei
India Photographic Workshop con David Alan Harvey
Toscana Photographic Workshop – Workshop avanzato in fotografia digitale con Bob Sacha e Bruno Stevens