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Fabbri “Kaiser” di Cortina

La valle d’Ampezzo, prima di trasformarsi nella meta prediletta delle vacanze del bel mondo in trasferta alpina, era una piccola comunità agro silvo pastorale. Con la creatività nel cuore.

Una delle maggiori testimonianze dell’estro e della maestria artigianale della tradizione ampezzana fu la creazione, nel 1800, della prestigiosa scuola d’Arte di Cortina, dove – come evoluzione della scuola di disegno – a metà del secolo ebbe origine la scuola di filigrana. Riconosciuta ufficialmente nel 1874, grazie anche al contributo di Francesco Giuseppe imperatore d’Austria, durò fino al 1894. A partire da quella data, questa raffinata tradizione manifatturiera venne custodita dalla famiglia Verocai: da Giuseppe, il padre, e dai figli Uberto, Guido e Francesca che fino agli anni Trenta diedero vita a splendidi capolavori di alta gioielleria. Ancora oggi, queste rarità si possono ammirare sia al Museo delle Regole che tra i capelli delle signore ampezzane durante le feste più importanti del paese.

Attorno agli anni Quaranta, cominciarono a distinguersi in Ampezzo altri maestri sempre provenienti dalla scuola d’Arte ampezzana: Modesto e Ugo Demenego detti “Kaiser”, artisti unici della lavorazione del ferro battuto. L’esordio fu, come per tutti i grandi personaggi, in sordina. Iniziarono con piccoli oggetti, soprattutto di rifinitura delle case, per spostarsi successivamente – visto il grande successo riscosso – verso la produzione di capolavori artigianali, anch’essi oggi esposti al Museo delle Regole. Specializzati nella lavorazione del ferro, non mancarono però di utilizzare anche il rame e l’argento e, per evitare di essere copiati malamente, firmarono e datarono quasi tutti i loro oggetti con la sigla

“MUDemenego”, ottenuta dall’acronimo dei due nomi. Da perfetti scapoli erano spesso in competizione fra loro, facendo costantemente a gara per eccellere, fatto che costituì anche un grande stimolo artistico e lavorativo. Si sbizzarrirono, dando libero sfogo alla propria fantasia, e divennero famosi soprattutto per il design di insetti e rettili: di “kefar” (maggiolini), di mosche, lucertole, serpenti e ragni, vero e proprio simbolo della produzione Demenego.

Allegati:


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